Plusdotazione ↔ Alto Potenziale Cognitivo: due termini un unico significato

Sia Plusdotazione che Alto Potenziale Cognitivo sono termini usati per indicare una “dotazione cognitiva in più” e fanno riferimento al costrutto di intelligenza. Esistono persone che nascono con caratteristiche neurobiologiche tali da favorire la manifestazione di un’intelligenza nettamente superiore alla media.

L’intelligenza è un costrutto che risente del contesto socio-culturale e non ne esiste una definizione univoca. In generale possiamo descriverla come il saper comprendere e saper rispondere con comportamenti adattivi alle richieste del mondo circostante. Insomma, da una persona intelligente ci aspettiamo che sappia decodificare una situazione e riesca ad affrontarla in modo vantaggioso.

La plusdotazione/APC è quindi essere molto intelligenti? Non proprio. È soprattutto un modo di essere, di percepire e decodificare gli stimoli, di apprendere e relazionarsi al mondo e agli altri.

Si è plusdotati/APC o si ha la plusdotazione/APC?

Plusdotazione e Alto Potenziale Cognitivo sono termini infelici, perché rimandano all’idea che esista una dotazione “standard” e che qualcuno ne riceva invece una “superaccessoriata”. Una persona plusdotata/APC non è come gli altri con qualcosa in più, il suo modo di essere è qualitativamente ed intrinsecamente diverso. Viviamo in base a come siamo nel mondo, modificando il come modifichiamo la persona. Se potessimo togliere la plusdotazione a un plusdotato otterremmo un altro individuo.

Pensare ad una persona plusdotata/APC richiede un approccio complesso, implica ricordare che qualsiasi esperienza è filtrata dal suo esser-ci nel mondo. Ognuno nasce con un potenziale, come si manifesterà dipende dal periodo storico, dal contesto culturale, dalla famiglia, dalle possibilità socio-economiche.

In alcune persone il potenziale è tale da renderle più inclini a raggiungere precocemente le tappe dello sviluppo cognitivo, a sviluppare una percezione sensoriale ed emotiva amplificata, a ragionare utilizzando forme di pensiero che chiamiamo arborescente e divergente. Queste caratteristiche vengono riscontrate tutte insieme in circa il 2,3% della popolazione. Tanti? Pochi?

Plusdotazione/APC e talento

Essere una persona plusdotata/APC non significa avere un talento specifico, così come avere un talento specifico non porta con sé una plusdotazione/APC. Persone plusdotate/APC possono ottenere risultati d’eccellenza in diverse aree o solo in una, dipende dalla loro vocazione. Allo stesso modo non tutti i plusdotati/APC emergono nella società con posizioni di potere o successo.

Come si valuta la Plusdotazione/Alto Potenziale Cognitivo?

Lo strumento utilizzato sono i test per la valutazione del profilo cognitivo, anche se il solo valore del quoziente intellettivo non è sufficiente a poter definire una persona come plusdotata/APC.

È importante partire dalla conoscenza clinica anamnestica, Più ancora del quando sono state raggiunte le tappe dello sviluppo (motorio, cognitivo, emotivo, sociale), è importante comprendere il come. Il bambino plusdotato/APC passa dal non parlare a formulare frasi che rispecchiano la sua capacità di pensiero e non si limita a ripetere ciò che sente dire agli adulti. Si alza e cammina, perché ha già in mente un obiettivo. Si avvicina ai pari, perché interessato a quello che stanno facendo. Per capire se abbiamo davanti un bambino o un adulto plusdotato/APC dobbiamo comprendere il suo modo di essere, più ancora del suo fare.

Il criterio di inclusione per essere considerati plusdotati/APC è ottenere un risultato pari o superiore a  130 di QI (Quoziente Intellettivo), ma è più corretto dire che i risultati dei test devono evidenziare un profilo cognitivo con valori molto al di sopra della norma almeno negli indici di comprensione verbale e di ragionamento visuo percettivo (facendo riferimento alle scale Wechsler, che sono le più utilizzate). I test rilevano come una persona risponde a degli item prestabiliti in diverse prove e in base ai punteggi ottenuti in ognuna viene calcolato il QI.

Ci sono pertanto molti modi per ottenere un certo valore di QI, ma non tutti indicano che la persona sia plusdotata/APC. Ad esempio è possibile ottenere valori molto alti nell’area dell’intelligenza cristallizzata, ma questo indica soprattutto l’accesso a conoscenze, mentre per valutare la persona plusdotata/APC guardiamo come ha appreso e come utilizza le conoscenze acquisite. Per questa ragione è sempre necessario unire i dati clinici con l’intero profilo cognitivo considerando tutti i valori ottenuti nelle prove dei test.

Intelligenza cristallizzata e Intelligenza fluida

Il termine “Cognitivo” ci parla di potenziale nelle aree relative alla capacità di ragionamento, apprendimento, utilizzo di conoscenze, risoluzione di problemi. Nelle persone plusdotate/APC l’aspetto cognitivo che ci aspettiamo emerga come nettamente superiore alla media è soprattutto relativo all’intelligenza fluida.

Cos’è L’intelligenza fluida? E’ l’abilità di risolvere nuovi problemi, cogliere connessioni, costruire conoscenza.

Si contrappone all’intelligenza cristallizzata relativa alle conoscenze acquisite in base alla cultura di appartenenza e quindi alle esperienze maturate, la socializzazione vissuta, la scuola frequentata, la famiglia in cui si è nati.

Per la naturale propensione all’apprendimento e lo sviluppo precoce anche l’intelligenza cristallizzata è elevata in una persona plusdotata/APC. Se quella stessa persona nascesse in condizioni di svantaggio sociale senza la possibilità di un percorso scolastico adeguato rimarrebbe comunque plusdotata/APC, ma sarebbe un plusdotato/APC in sottorendimento, ovvero una persona che non sta manifestando a pieno il proprio potenziale.

Concludendo

Avvicinarsi al mondo della plusdotazione/Alto Potenziale Cognitivo richiede un cambio di prospettiva, ma soprattutto la curiosità di conoscere un altro modo di essere degli esseri umani.

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Cosè la plusdotazione

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